Bio

Giuseppe Calandriello nasce a Pietrasanta nel 1979.
Dopo gli studi artistici si laurea in Cinema, musica e teatro presso l’Università di Pisa. È stato membro del gruppo [dia•foria, col quale ha pubblicato opere di N. Balestrini, L. Ballerini, A. Blotto, P. Carravetta, F. Curi, G. Toti, E. Villa. Nel 2017 cura (con D. Poletti) la seconda edizione di Obsoleto di Vincenzo Agnetti. Suoi scritti sono pubblicati nelle antologie Tuttologia e Contro Zam, Nuova Tèchne, Scrivere all’infinito, Offerta Speciale, Athe(X)ehtA, ToCall, Otoliths, ARTEiN, Die Leere Mitte, I ‘Patafisici e il contagio e Frequenze Poetiche. Ha partecipato, con opere multiple, ai contenitori d’artista Antologia Ad Hoc, BAU, Franticham’s Fluxus, t.a.z (tiny art zine) e Busta Sorpresa. Tra le riviste online che hanno pubblicato sue opere, Apuntozeta, UTSANGA, Otoliths, The New Post-literate, Counterclock, Die Leere Mitte, Carte nel Vento, Frequenze Poetiche, Cultura Commestibile e Affaritaliani.it. Nel 2019, per FUOCOfuochino, pubblica il racconto Cose che volano. Nello stesso anno è finalista alla XXXIII edizione del premio di poesia e prosa Lorenzo Montano. Nel 2020 pubblica la silloge di aforismi Chi cerca non trova con nota di Antonio Castronuovo (GDFAEOA). Sue opere sono presenti in musei e collezioni come Archivio Carlo Palli, Prato; Collezione Paolo Della Grazia, Monza; Collezione Luca e Rossana Gastini, Alessandria e MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Tra i luoghi in cui ha esposto: Studio Gennai Arte Contemporanea, Pisa; GAMC, Viareggio; Biblioteca Nazionale Braidense, Milano; CAMeC, La Spezia, Palazzo Datini, Prato e Galleria Il Bisonte, Firenze. Hanno scritto di lui Antonino Bove, Luciano Caprile, Mauro Carrera, Sergio Cena, Silvia Comoglio, Giuseppe Girimonti Greco e Ranieri Teti. La sua ricerca artistica verte su tematiche come la casualità, il determinismo, il rapporto tra l’impossibile e l’improbabile, le energie cosmiche e il potere del linguaggio segnico.